La risposta potrebbe essere “molti”, ma in realtà l’auto elettrica non deve farci paura, anzi.

Iniziamo però facendo il punto della situazione sul mercato e sui punti di ricarica, due temi che preoccupano, ma che tuttavia ci aiutano a capire come siamo messi in Italia.

La situazione italiana

In Italia le auto elettriche sono poche, questo è innegabile, ma credo che il vero motivo sia legato alla poca conoscenza di cosa significa averne una.

A Gennaio 2017 si registrano dati di vendita di sole 188 auto elettriche su un campione di 172.667 auto vendute per il mercato italiano. Questo dato, anche se in crescita rispetto alle 114 dello stesso periodo 2016, ci mostra una situazione non proprio positiva [fonte: GreenStart].

Cercando di capire il motivo per cui in Italia le vendite sono così basse rispetto ad altri paesi Europei, possiamo immaginare che il problema siano i pochi o nulli incentivi e le infrastrutture di ricarica. I dati 2016 evidenziano che in Italia le auto elettriche vendute sono state 1.370, mentre i nostri cugini Francesi ne hanno vendute 27.307 [fonte: GreenStart].

In effetti se solo usciamo dalle grosse città come Milano e Roma troviamo davvero poche colonnine di ricarica. Al momento se ne contano circa 1.700 su tutto il territorio con altre 700 in arrivo nel 2017 [fonte: ANSA].
Da considerare inoltre che alcune colonnine sono dedicate solo a determinati tipi di auto, ad esempio i Supercharger/Destination Charger di Tesla, e molte altre non hanno ancora la funzione di ricarica veloce.
Ciò detto, il punto di vista di coloro che non si fidano nel comprare oggi un’auto elettrica in Italia, è decisamente più che accettabile.

Possedere un’auto elettrica

Premetto che non ho ancora un’auto elettrica, ma la mia prossima lo sarà sicuramente, per cui non sarò io di certo a dirvi qual è quella giusta per voi, ci sono blog dedicati per quello, voglio però provare a dare qualche piccolo spunto di riflessione che aiuti nella scelta.

Un’auto elettrica non è come un’auto con carburante fossile, ne esistono ancora pochi modelli (non pochi come si possa pensare, ndr.), per cui non è ancora possibile scegliere solo in base a livello estetico, comfort e performance.

Il mio consiglio è di procedere innanzi tutto ragionando sull’utilizzo: urbano o extraurbano, lunghezza delle tratte. Unito a questo è necessario valutare l’accesso all’energia: se abbiamo l’auto in box o abbastanza vicino all’abitazione per poterla caricare e se nelle principali destinazioni che raggiungiamo giornalmente c’è la possibilità di ricarica.

Ora che si hanno a disposizione queste informazioni, si può capire se l’auto elettrica fa per voi.

Se si ha accesso all’energia elettrica da casa, si può considerare che a differenza di un’auto a carburante fossile, ogni giorno si parte da casa con il pieno. Per cui se per esempio ogni giorno si percorrono 200km senza possibilità di ricarica durante la giornata, la scelta della vostra auto elettrica dovrà ricadere su quelle con un’autonomia di più o meno 270km (BMW i3, Renault ZoeNissan Leaf, Kia Soul ECO-electricHyundai IONIQ electric).
Se invece si usa l’auto per piccoli spostamenti (commissioni e spese nei centri commerciali) e si ha accesso all’energia nel momento della spesa (molti centri commerciali hanno le colonnine dedicate, ndr.), si può pensare ad un’auto con ridotta autonomia (vedi Renault TwizySmart Electric, Mitsubishi i-Miev, Peugeot iOnCitroën C-ZERO, Volkswagen E-Up).
Se invece si cerca un’auto con molta autonomia, si va direttamente sulle Tesla: Model S, la berlina e Model X, il SUV.

Come ultima cosa, ma di certo non meno importante, è utile ragionare sui costi che saranno decisamente più alti all’inizio, ma decisamente inferiori una volta acquistata.
Le auto elettriche infatti, hanno prezzi più alti delle auto a carburante fossile, anche se si trova dell’ottimo usato.
Un costo da tenere in considerazione è l’installazione dell’impianto di ricarica nel box o fuori casa, che ha un costo intorno ai €1500, ma che varia a seconda della necessità (dimensione batteria auto, tempi di ricarica, ecc).
Riguardo alla manutenzione però si ha un costo più basso, in quanto la tipologia di motore richiede molta meno manutenzione. Altro costo ridotto è quello per “il pieno” che a seconda dell’auto va da €5 a €15.
L’assicurazione risulta in media più bassa di una normale auto a benzina/diesel e spesso si è anche esenti dal pagamento del bollo (sul sito ACI trovate tutte le info). Girare in caso di blocco del traffico e in aree limitate, come per esempio l’Area C di Milano (vedere Veicoli sul sito Area C del Comune di Milano) è consentito, a tale riguardo però si consiglia di controllare sempre i siti ufficiali per avere le informazioni corrette al riguardo.

Bonus

Se vi interessa questo argomento e credete che un giorno si girerà solo in elettrico, vi consiglio il progetto “Aboliamo il motore a scoppio e Installiamo Energie Rinnovabili” su Facebook.