Il 20 gennaio 2017 il presidente Donald J. Trump ha preso il posto di Barack Obama e come da protocollo è stato cambiato il sito della Casa Bianca.

La cosa che mi premeva verificare subito, era cosa avesse intenzione di fare la sua amministrazione con il piano energetico americano. Trump, in campagna elettorale, aveva dichiarato che non crede nel riscaldamento globale in quanto – dice – è un concetto creato da e per i Cinesi, per cercare di rendere la produzione statunitense non competitiva (fonte CBS News).

A mio giudizio, queste affermazioni sono alquanto preoccupanti e purtroppo troviamo conferma di quanto intende fare, nel nuovo sito della Casa Bianca:

“We must take advantage of the estimated $50 trillion in untapped shale, oil, and natural gas reserves, especially those on federal lands that the American people own”
(https://www.whitehouse.gov/america-first-energy)

L’obiettivo sembrerebbe quindi quello di utilizzare i 50 trillioni di dollari (stimati) tra petrolio e gas che sono presenti nel suolo americano. Vista la precisione dei dati (da leggersi ironico ndr.) questo potrebbe voler dire andare a prelevare petrolio e gas anche sotto le case di quegli americani che l’hanno votato, portando a scontrarsi nuovamente con espropri o disastri: complimenti!

A tal proposito, vi consiglio di vedere il film Promised Land se non l’avete visto.
Quindi, tutto quanto fatto da Obama per cercare di spostarsi verso una posizione più sostenibile viene distrutto in poche ore? Probabile e possiamo anche immaginare che gli impegni presi per la riduzione delle emissioni, non verranno rispettati buttando alle ortiche gli sforzi fatti dalla precedente amministrazione.

Detto questo, anche se potrà sembrare semplicistico, trovo che tutto ciò possa essere una grande notizia per l’Unione Europea, che si trova nel momento giusto per agire sulla sostenibilità e per diventare davvero il protagonista in termini energetici, tutto ciò ovviamente, sfruttando le energie rinnovabili.

La situazione in Europa

Ad oggi la situazione Europea vede in testa la Svezia con una percentuali del 52.6% dell’energia usata derivante da fonti rinnovabili e in coda il Lussemburgo con un 4.5%. (dati 2014 – fonte Wikipedia).
Confrontando l’Unione Europea con gli Stati uniti, si trova un 16% del totale per la prima e un 11.7% per i secondi (dati 2014 – fonte Wikipedia).

Siamo già in vantaggio, è il momento giusto per rafforzare la posizione e magari permettere anche a qualche azienda americana che sta puntando sull’energia pulita (magari Tesla Motors?!?), di portare parte, se non tutto il suo business in Europa.